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La Scuola di Atene _ Raffaello Sanzio (1483-1520)

Guardate ciò
Che questo quasi Niente rivelarci può…
B. Santini-L. Gapaillard, Il Fiocco
Note
(1*) G. Giarrelli, Le Medical Humanities nelle Facoltà di Medicina: una prospettiva internazionale, Dipartimento di Scienze della Salute , Università “Magna Graecia”, Catanzaro, art. in Medicina e Morale, Dicembre 2020. L’articolo è la rielaborazione ampliata dell’intervento svolto nel corso del convegno su Il contributo delle Medical Humanities nella formazione dei professionisti sanitari, tenutosi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, 04.10.2019
(2*) Giarrelli specifica in nota 2 e 3 del suddetto articolo che le denominazione Medical Humanities viene coniata da G. Sarton, storico della scienza inglese, negli anno ’40, in precedenza citata da F. Peabody (1881-1027) docente delle Harward Medical School e da K Danner Cluoser (1930-2000) bioeticista, primo ad introdurre un corso di Medical Humanities al Pennsylvania State University College of Medicine sostenendo una visione integrativa e non additiva delle M.H.
(3*) Nel 2010 l’AFMC-Association of Faculties of Medicine of Canada- ha redatto il documento The Future of Medical Education in Canada, nel quale propone quindici raccomandazioni finalizzate a ridefinire la responsabilità sociale del medico verso i bisogni di salute della comunità nel rispetto delle diversità culturali. […] nella raccomandazione n.5 si parla di hidden curriculum: il curriculum nascosto è un insieme di influenze che operano a livello di struttura organizzativa e di cultura che influenzano la natura dell'apprendimento, le interazioni professionali e la pratica clinica. (Giarrelli, 2020, p.439)
(4*) È l'organo di autogoverno della professione medica britannica, istituito dal Medical Act del 1858 con quattro funzioni principali: la tenuta del Medical Register dei professionisti abilitati, la rimozione dal medesimo dei medici per casi di particolare gravità, la definizione delle buone pratiche mediche e la promozione della formazione medica accademica.
E ora guardate, Maestà…
Narrative Medicine e Digital Narrative Medicine
Che altro fare? Quando si è così tanto attraversati da pensieri, l'unica è mettersi a scrivere. Una notte, la cartellina aperta sulle ginocchia e un bel raggio di luna sul foglio a mo’ di lampada, il lupo scrisse:
Ogni nascita è la fine di un'attesa.
È sospensione che cade: quel che stava per
aria sospeso, irrimediabilmente precipita. E
precipitando, inizia.
Inizia ad avere un tempo.
[P. Mastrocola, E se covano i lupi]
L’espressione inglese Narrative Medicine indica una metodologia d’intervento clinico assistenziale basata su una precisa competenza comunicativa. Strumento fondante è la narrazione con la quale acquisire, comprendere e integrare i diversi punti di vista di tutti coloro i quali intervengo nella malattia e nel processo di cura; fine ultimo la co-costruzione di un percorso di cura personalizzato e condiviso. Il racconto del paziente che attraverso la narrazione elabora la propria malattia, diventa parte sostanziale dell’incontro tra le realtà quantitative dell’EBM (Evidence Based Medicine) e quelle qualitative della NBM (Narrative Based Medicine) spostando il focus dalla centralità della malattia al soggetto portatore di storia in un contesto sociale e relazionale. Gli attori, tutti, diventano portatori di saperi, necessità e valori che si incontrano nella comunicazione narrativa per conoscersi, integrarsi e trovare efficace armonia di cura reciproca accogliendo disease, illness e sickness in una nuova complicità consapevole che sostanzia interventi clinico-assistenziali più completi, personalizzati ed efficaci. La Narrative Medicine si propone nella dimensione sociale e umana della pluralità di prospettive delle Medical Humanities in cui le persone, attraverso le loro storie, diventano protagoniste dei processi di cura. Relativamente recente e attualmente in osservazione, l’interazione della Narrative Medicine con il mondo digitale e le sue travolgenti opportunità. La Digital Narrative Medicine (DNM) rappresenta l’interazione immersiva della medicina narrativa con la rivoluzione digitale del XXI secolo. Le svolte narrative, culturali e bioculturali, che hanno coinvolto lo sviluppo epistemologico delle Humanities a partire dall’inizio del secolo scorso, hanno progressivamente condotto la nobiltà del linguaggio verbale verso una fruizione cospicua dei generi crossover verbo-visivi per i quali la transizione dall’analogico al digitale e l’arrivo di internet sono stati fondamentali. Visual Storytelling e Graphic Medicine, Visual Storytelling e Digital Narrative Medicine, accanto al progredire delle conoscenze neuroscientifiche, hanno offerto alla medicina narrativa nuove opportunità di sperimentare se stessa nell’accoglienza del mondo digitale di cui le immagini sono protagoniste accanto a nuove regole di comunicazione. Regole che, transitando attraverso le proprietà e le potenzialità della tecnologia, stanno profilando nuovi scenari di conoscenza ed evidenziando l’influenza trasformativa del digitale sulla comunicazione, la lettura, il ragionamento e il pensiero. Le storie digitali sono diverse dalle storie analogiche. La narrazione digitale rompe gli schemi tradizionali, si frammenta, non mantiene le caratteristiche della linearità narrativa storicamente consueta, può rendere liquidi i confini tra autore e lettore e soprattutto è dinamica e immersiva. Nei contesti terapeutici Narrative Based Medicine la dimensione interattiva diventa fondamento del digital storytelling non solo come momento comunicativo di co-costruzione relazionale ma anche come supporto per il miglioramento della qualità di vita. Un esempio tra i possibili: i pittogrammi, la grammatica e i software gestionali per tutti i digital devices della Comunicazione Aumentativa Alternativa. Nell’ampliare i propri confini all’inclusione del digitale, la DNM sta vivendo un’estensione di luogo, di metodo e d’essenza che, data la complessità della trasformazione, la coinvolge attualmente in una fase d’osservazione e di studio.

I percorsi proposti non hanno natura clinica né terapeutica ma rientrano nell’ambito dei progetti olistici finalizzati al benessere della persona in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sul valore della narrazione e delle pratiche espressive per la salute e il miglioramento della qualità di vita.
La Dott.ssa Elisabetta Francesca Galuppi non intende in alcun modo sostituirsi a un consulto medico, psicologico o specialistico. Questi percorsi sono strumenti di crescita personale, consapevolezza e comunicazione e non rappresentano né sostituiscono trattamenti clinici o terapeutici.
Per qualsiasi esigenza di carattere medico o psicologico, si consiglia di rivolgersi a professionisti qualificati.